Filumena MarturanoGennaro e la coscienzaDe Pretore VincenzoPremi Pasticc bellavista...e fuori nevicaQuesti Fantasmi 2Questi Fantasmi De Pretore VincenzoIl medico dei pazziNatale in casa CupielloNon ti pagoIl CilindroDitegli sempre di siIl figlio di Pulcinella
 
 
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VENTI ANNI DI PRESENZA RECITATA(1988-2008)                           DI ANTONIO DE SIGNORIBUS*     Sito Ufficiale

 

"La mia vera casa è il palcoscenico, là so esattamente come muovermi, cosa fare: nella vita, sono uno sfollato..." (Eduardo De Filippo)

La Compagnia teatrale Liberi Teatranti di Cupra Marittima nasce nell'estate del 1988 per  merito di Severino Trionfante (Napoli, 1948), regista e attore protagonista di contagiose passioni. Il suo amore per il teatro, in special modo per il teatro di Eduardo De Filippo, uno dei più geniali interpreti del teatro italiano del Novecento, nasce dopo aver visto a Napoli, negli anni Sessanta, "Natale in casa Cupiello". Da quel momento il teatro comincia a pulsargli nelle vene e non lo lascia più. Ne sanno qualcosa gli attori passati e  presenti della Compagnia. In pochi anni di attività, quest'ultima, grazie ad una crescita artistica  non indifferente, mette  radici nella realtà culturale marchigiana e conquista un suo spazio e una sua riconoscibilità anche fuori i confini della Marca. In  modo particolare in terra veneta e in Abruzzo, dove spesso viene chiamata a recitare in ambiti culturali di sicuro spessore. Ma andiamo per ordine. Il debutto della Compagnia avviene a Cupra Marittima, nel 1990, sotto i riflettori  della prestigiosa Rassegna di Teatro Amatoriale Regionale. La prima commedia portata in scena è  "Il Figlio di Pulcinella", tre atti di Eduardo De Filippo del 1958, per la regia di Luciano Bruni. E' la classica commedia in cui l'autore vuole condensare tutti i motivi della sua arte, vuol dire, insomma, una parola definitiva, ma, per l'impossibilità di controllare tutto ciò che gli sta a cuore, riesce solo a disperdersi in tante strade che non s'incontrano mai. Le strade dei Liberi Teatranti, invece, s'incontrano, eccome, con i primi successi: Migliore Interpretazione e Migliore Adattamento Musicale nella Rassegna Provinciale di Teatro Amatoriale di Ascoli Piceno.  Da quel momento c'è solo il teatro di Eduardo per i Liberi Teatranti. Nel 1991, infatti, portano in scena la commedia "Questi fantasmi" del 1946. Può essere considerata come l'esempio tipico di "umorismo doloroso". E' la grande svolta impressa da Eduardo al teatro napoletano. Il dolore e le lacrime possono essere argomenti di farsa, nei momenti in cui la vita non è che una tragica farsa. Con questa opera, che da il LA all'attività teatrale di Severino anche come regista (sue infatti tutte le regie successive), i Liberi Teatranti, vincono addirittura quattro premi, sempre nell'ambito della Rassegna ascolana: Migliore Attore non Protagonista, Migliore Attrice non Protagonista, Migliore Scenografia, Migliore Adattamento Musicale. E' la volta, poi, nel 1992, di "Ditegli sempre di sì" del 1927. Il tema è quello della pazzia. Michele è un pazzo tranquillo, socievole, cortese; all'apparenza l'uomo più normale di questa terra. In realtà, la sua follia, è più sottile, consiste essenzialmente nel confondere i suoi desideri con la realtà, con tutte le conseguenze immaginabili in casi del genere. Con questa commedia, magistralmente diretta e interpretata, arrivano anche le repliche: venti. Nel 1993, i Liberi Teatranti, portano in scena un nuovo capolavoro di Eduardo: "Il Cilindro" del 1965.  "Il cilindro" segna il ritorno di Eduardo ai suoi ambienti preferiti, alla Napoli festosa e insieme amara delle sue opere maggiori, alla Napoli in cui "l'arte di arrangiarsi" ha raggiunto vette d'invenzione e di scaltrezza ineguagliabili....E quando appare Agostino sulle scale, vestito di un cilindro che lo rende imponente e severo, si avverte la raffigurazione stessa del potere e dell'autorità contro i quali non c'è nulla da fare. La commedia, ben fatta e suggestiva nella scenografia,  approda in molti teatri e piazze marchigiane. Con successo sempre crescente. Con "Non ti pago" del 1940, proposta nel 1994, arrivano altri consensi e gratificazioni. E' una commedia tutta vibrante di ilarità, ricca di cordialità popolare, animata da un gusto del paradosso che non ha nulla di intellettualistico o di programmatico. Da citare le attrici: Luisa Mazza, Eleonora Menetto, Annalisa Pagliarini, Annarita Salvi, Tonia Spaletra. L'avventura dei Liberi Teatranti prosegue con  "Natale in Casa Cupiello" del 1931, proposta nel 1995. Per  Luca Cupiello il presepio è più vero, in quanto segno dell'immagine di Gesù, delle miserie che lo circondano. Il presepio è l'espressione stessa di un mondo pacificato dagli odi e purificato dalla nascita del Bambino...Come stupirsi che gli altri non accettino questa filosofia, in una società dominata dall'interesse, dal cinismo, dalle passioni? La commedia è molto apprezzata, anche per le ottime interpretazioni di Severino Trionfante (Luca Cupiello), Tina Marotta (Concetta, moglie di Luca), Lucio Spina (Tommasino), Laura Tassotti (Ninuccia), Giuseppe Mazza (Pasqualino Cupiello). Dopo questa commedia, i Liberi Teatranti, cambiano rotta e affrontano, nel 1996, con il teatro di Eduardo Scarpetta, tematiche più leggere e diverse. Il desiderio è anche quello di mettersi sempre alla prova. La spassosissima commedia "Il medico dei pazzi", viene proposta in occasione della  XVI Edizione della Rassegna Teatrale Cuprense. E non passa sicuramente inosservata, non solo per gli attori, ma anche per l'ottima cura raggiunta nel trucco e nei costumi ambientati ai primi del 1900. Nel 1997, i Liberi Teatranti, tornano al primo amore con una nuova commedia di Eduardo: "De Pretore Vincenzo" del 1957. Nata da una poesia , pubblicata sei anni prima nel volume, "Il paese di Pulcinella", ma discostandosene in diversi momenti, la commedia racconta la storia, in parte realistica, in parte fiabesca, di un ladruncolo napoletano, figlio di padre ignoto, che esercita il suo mestiere per sopravvivere in una Napoli tormentata dalla miseria e dalla fame. La commedia in tre atti piace subito. Come piace subito la giovane ed espressiva attrice: Sabrina Pennacchietti. Interessante  e convincente anche l'interpretazione di Giuseppe Mazza nei panni di Don Peppino. Anche il Teatro Calabresi di San Benedetto del Tronto apprezza la commedia, tanto da riproporla due volte: la prima volta per beneficenza, la seconda volta per gli studenti del locale Liceo Scientifico. Con "De Pretore Vincenzo" i Liberi Teatranti, è questa la novità, vengono chiamati a recitare anche fuori regione, a San Martino in Pensiliis (provincia di Campobasso), per la precisione. La commedia raccoglie consensi anche per le ottime  musiche eseguite  dal maestro Luigi Bruti, per la scenografia di Sara Sansolini  e per i costumi. Nel 1998, invece, c'è un ritorno a "Questi Fantasmi".  La commedia proposta agli studenti dell'Università di Macerata, presso il  Teatro Italia, ottiene un meritato successo.

 "La dignità non consiste nel possedere onori, ma nella coscienza di meritarli"(Aristotele).

 Il 1999 è un anno magico per la Compagnia. E' l'anno di "...e fuori nevica" di Vincenzo Salemme, che Severino Trionfante  estrae come un abile prestigiatore  dal suo straordinario cilindro una sera d'estate piena di stelle. In questa commedia in due tempi, riadattata, c'è tutto l'estro, tutta la fantasia, tutta la vitalità dei tre straordinari interpreti: Gionni De Carolis (Enzo), Fernando Micucci (Stefano), Severino Trionfante (Cico). La commedia richiesta un po'  da tutte le parti della penisola approda anche in teatri di una certa importanza del Centro e del Nord Italia. Più di duecento le repliche per questa pièce moderna e divertente ma velata da una amara considerazione sulla condizione umana. E in questa straordinaria stagione arrivano anche i premi. Eccoli:

Festival Regionale D'Arte Drammatica-Terza Edizione-Ancona:

Premio Miglior Attore Caratterista a Severino Trionfante "per la misura e l'equilibrio nell'interpretazione di un ruolo delicato e difficile".

Premio Speciale della Giuria "per la valorizzazione di un testo di un autore italiano contemporaneo".

Concorso Nazionale di Teatro Amatoriale-Allerona (Terni):

Premio Migliore Gradimento del Pubblico.

Rassegna "Palma d'Oro"- Marina Palmense:

Premio Migliore Attore a Gionni De Carolis;

Premio Migliore Regia a Severino Trionfante.

Rassegna Teatrale Nazionale- Montagnana (Padova):

Premio Migliore Compagnia.

Premio "Sorgenti dell'Esino-IIa Edizione  per " l'armonia e l'organicità di una commedia che ha pienamente presentato una realtà divertente ma seria".

 Rassegna del Teatro Dialettale "Silvana Baroni Ricciardi"-Teatro Marrucino-Chieti:

Premio Migliore Attore Caratterista a Severino Trionfante

Il 2000 è ancora l'anno di "...e fuori nevica"... Tante sono le richieste e gli inviti. La Compagnia inizia, comunque, a lavorare ad una nuova commedia di Vincenzo Salemme: "Premiata Pasticceria Bellavista". Commedia che prende in considerazione un problema orrendamente attuale: il traffico clandestino di organi umani. Il tutto proposto in modo  grottesco e visionario. Alla maniera di Salemme, per intenderci. La commedia, presentata nella stagione teatrale 2001, non passa, sicuramente, inosservata anche perché mette in evidenza una nuova, interessante attrice: Carla Civardi  nei panni di Gelsomina e di Rosa. L'attrice si ripete, poi,  nel 2002, nel difficile ruolo di Ninuccia, nella commedia "De Pretore Vincenzo" di Eduardiana memoria, prodotta dal Teatro Luigi Mercantini di Ripatransone e riproposta dai Liberi Teatranti con motivazioni diverse. Con  Ninuccia, Carla Civardi, vince la terza edizione del Premio Teatrale "Sorgenti dell'Esino” di Esanatoglia.

Portato in scena un po' in tutta la penisola il nuovo, interessante e credibile  "De Pretore" di Severino Trionfante, suggestivo anche nella scenografia, che non disdegna effetti speciali come il laser, dopo un avvio realistico slitta, nella seconda parte, verso il fantastico quando Vincenzo De Pretore colpito a morte da un cassiere di banca che stava per rapinare, sogna di trovarsi in Paradiso... La commedia piace, anche,  per le convincenti interpretazioni di Fernando Micucci (Don Peppino) e Giuliana Vetuschi (Donna Maria). Il 2002 è, per i Liberi Teatranti, anche l'anno per  gli spettacoli di beneficenza. Se ne ricordano due in particolare: Il primo a Petritoli (Teatro dell'Iride) per la ricostruzione della scuola di San Giuliano di Puglia distrutta dal terremoto; il secondo a Grottammare (Sala Kursaal)  per la prosecuzione dei lavori della Casa Famiglia. C'è poi un corso di teatro, per bambini e ragazzi, tenuto in collaborazione con l'ANFFAS (Associazione Nazionale Famiglie di Disabili Intellettivi e Relazionali), sezioni di Grottammare e Ripatransone.

Il 2003 nasce sotto i migliori auspici. E'  intenso e carico di aspettative. I Liberi Teatranti, infatti, propongono all'attenzione di tutti una nuova commedia in due atti: "Gennaro e la coscienza", scritta per loro  da un autore marchigiano, Pino Cipriani. <<Quante volte ci è capitato di parlare con la nostra coscienza-dice l'autore- di interrogarla per risolvere i nostri conflitti, i nostri problemi. Le risposte? Sempre le stesse. Una parte ci fa riflettere...L'altra ci tormenta, ma soltanto chi è solo riesce a personificarla al punto di parlarci. Avere vicino una persona da amare potrebbe risolvere la questione, perché è a lei che confidiamo quello che prima confidavamo a chi credevamo fosse o fossero i nostri compagni di tutti i giorni. Gennaro, infatti, risolve i suoi conflitti, sposandosi dopo anni di solitudine...Ma alla fine l'interrogativo rimane. Siamo certi di essercene liberati per sempre?>>. 

Il cast di questa nuova commedia, riproposta anche nel 2004, è composto da Severino Trionfante (Gennaro), Carla Civardi (Augusta, sorella di Gennaro ed Elvira, futura moglie di Gennaro), Valeria Ametrano (Coscienza cattiva) e Elena Monti (Coscienza buona). Da rimarcare le interpretazioni. Ottime. Di Valeria Ametrano e Elena Monti. Il successo della Compagnia è scandito anche da due preziosi collaboratori: Luigi Bruti e Dino Cappelletti. Il primo, musicista, è autore  delle originalissime colonne sonore, degli arrangiamenti e della rumoristica, registrati presso l'MR Studio di Pedaso.  Il secondo, fotografo professionista, specializzato nel ritratto, ha fermato i migliori momenti di scena della Compagnia. Nel 2005 i Liberi Teatranti propongono una rivisitazione in chiave emozionale del capolavoro di Eduardo De Filippo "Filumena Marturano" scritto nel 1946. La protagonista dell'opera teatrale, ex prostituta, cerca con tutte le forze e le astuzie di crescere e di proteggere i suoi figli avuti da occasionali frequentazioni...In questa commedia, difficilissima da mettere in scena, Severino, si supera. Non passano, infatti, inosservati gli interpreti: Trionfante, Civardi, Amato, Rausei, Lelli e un bambino, Antonio De Felice, che strappa consensi e applausi. E la scenografia di grande impatto. Nel 2006 la Compagnia non produce nulla. Si prende un lungo anno sabbatico. Ma non inutile. Durante l'estate del 2007, infatti,  nella notte delle stelle cadenti, il desiderio si traduce in realtà con "Casa di Frontiera" di Gianfelice Imparato. Nascono nuovi entusiasmi, nuove passioni, con nuovi attori che promettono molto: Michela Giorlando nel ruolo di Addolorata Strummolo, Laura Portelli nel ruolo di Olga Basletti e Marco Trionfante in quello di Ciro Cacace. E lui, l’inossidabile, Severino Trionfante nel ruolo di Gennaro Strummolo. Per la Compagnia il 2008 sarà, sicuramente, un anno intenso e ricco di soddisfazioni. L’agenda è già piena d’impegni… E allora, su il sipario, perché la passione dei Liberi Teatranti ha fretta di tingere dei propri colori tutto ciò che tocca.

 

*Antonio De Signoribus è giornalista e scrittore. E’ autore di alcune pregiate pubblicazioni che hanno avuto riconoscimenti e premi, anche internazionali.